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REIKI IN OSPEDALE di Fabiana Del Torto

Reiki in ospedale a Milano

Cari ricercatori,


con l’apertura di questo nuovo anno voglio rendere omaggio alla Reiki Master Monica Giovine, (www.ilsolenascente.it) nel diffondere un suo articolo sul Reiki in ospedale: sia a Milano che a Torino. Buona lettura…

Reiki in ospedale a Milano

 
Chi ha un'emicrania ribelle ai trattamenti farmacologici e ha una storia di abuso di analgesici, può usufruire del trattamento presso il Centro di Medicina Psicosomatica dell'Ospedale San Carlo Borromeo di Milano. Iniziativa finanziata dalla Regione Lombardia nell'ambito del progetto "Osservazioni e valutazioni di procedure terapeudiche di medicina complementare" ha i seguenti criteri di ammissione dei pazienti alla terapia:

  • pazienti di entrambi i sessi, tra i 18 e i 60 anni;

  • sofferenti da almeno un anno di emicrania diagnosticata come tale, con la frequenza di almeno tre attacchi al mese;

  • consenso informato scritto.

I pazienti accedono al Centro di Medicina Psicosomatica (3°piano) Ospedale San Carlo Borromeo Via Pio II°, 3-20153 Milano con impegnativa per visita c/o ambulatorio Medicina Psicosomatica pagando le prestazioni secondo le tariffe del S.S.N.Alla prima visita fa seguito una richiesta interna di un ciclo di otto visite durante le quali vengono praticate le sedute di Reiki a cadenza settimanale. All'inizio e alla fine del trattamento vengono praticati test psicodiagnostici e somministrati dei questionari per valutare l'andamento dei sintomi. I pazienti sono controllati dopo 6 mesi e un anno. L'A.O.Ospedale San Carlo Borromeo è un Azienda Ospedaliera pubblica in cui viene praticato Reiki e secondo tariffario S.SN.: ciò è possibile nell'ambito dei progetti di Medicina Complementare approvati dalla Regione Lombardia. I risultati definitivi saranno forniti alla Regione Lombardia secondo i criteri della privacy. Si può anticipare che i pazienti sono per la maggioranza donne, coniugate, di età media 37 anni; per la maggior parte hanno compiuto studi superiori, alla fine del trattamento si dichiarano molto soddisfatte dell'esperienza. Il trattamento Reiki, ha indotto, nella quasi totalità delle sedute, uno stato di rilassamento medio/profondo: questo dato è particolarmente interessante in quanto il paziente cefalalgico, più di altri, incontra difficoltà ad abbandonare il controllo e a lasciarsi andare. L'equipe è formata da cinque medici e una psicologa.

Articolo tratto dal sito http://www.lifegate.it

Reiki in ospedale a Torino

La Struttura Complessa di Oncologia Medica delle Molinette di Torino, afferente al Polo Oncologico della Cittadella Ospedaliera, ha avviato a partire dal 2003, in collaborazione con l'Associazione Cerchiodiluce, il progetto Reiki in Ospedale. Scopo del progetto è di fornire un supporto ai pazienti del Centro Oncologico Ematologico Subalpino (Coes), sottoposti sia a terapie mediche convenzionali sia a cure palliative, attraverso la pratica del Reiki. Reiki è una parola giapponese formata da due sillabe:

"rei"che significa energia universale e "ki" che indica l'energia vitale di ogni creatura. La pratica del reiki affonda le sue origini nell'antica medicina orientale che riconduceva le cause delle malattie a specifici squilibri o carenze energetiche e dunque interveniva a livello fisico, emotivo e mentale per riportare una condizione di equilibrio energetico nella persona malata. Nel paziente oncologico il trattamento di Reiki, basato semplicemente sulla trasmissione dell'energia vitale per mezzo delle mani, si dimostra particolarmente utile durante i cicli di radioterapia e chemioterapia nel controllo dei sintomi collaterali, potendo inoltre fornire un contributo significativo nella terapia del dolore.

Articolo tratto dal sito: http://www.reteoncologicapiemontese.it/n_050407_zen_reiki.asp

Inoltre:
Il Reiki viene offerto in diversi centri medici statuni­tensi, tra cui il Portsmouth Ragionai Hospital a New York, il Marin General Hospital a San Francisco e il California Pacific Medical Center, che lo definisce “tecnica di guarigio­ne attraverso l’energia sottile, che opera in associazione con energie individuali e uni­versali per aprire percorsi di guarigione. Si pongono le mani sul corpo della persona op­pure si sfiora il corpo per allineare i chakra e portare energia di guarigione agli organi e alle ghiandole”. In questi e altri centri nord-americani lo usano infermieri, fisioterapisti e volontari accanto alla terapia convenzionale, su pazienti che già ricevono un trattamento medico classico.

Nel nostro prossimo incontro parleremo del 3° Livello Reiki.

Sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perché più triste di un sorriso triste c’è la tristezza di non saper soridere”. Jim Morrison

Continua….




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