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Miei cari ricercatori,
La madre di tutti i mantra, il mantra per eccellenza, è l'Om. L'Om compare nelle sacre scritture vediche indiane (Upanishad). Questo mantra è il suono primordiale dalla cui vibrazione si è realizzato l'universo, e in quanto tale esiste in tutte le forme dell'esistenza. È composto dei tre elementi A-U-M che rappresentano i tre livelli di realizzazione Corpo-Mente-Spirito, fusi nell'unità perfetta. Nel pronunciare questo mantra, la A e la U si fondono in una O, che nel suo prolungarsi si trasforma in una M. Le sue caratteristiche grafiche hanno lo scopo di condurre la mente verso il Principio divino in quanto l'Om rappresenta il suono della Coscienza cosmica da cui tutto proviene. È il suono della liberazione, in quanto fa risuonare nella persona che lo emette la vibrazione originale che gli permetterà di armonizzarsi in modo sinergico con i vari regni della natura e, conseguentemente, con i diversi piani della coscienza. La natura, e noi con lei, vive immersa in questo suono. È definito l'essenza di tutti i suoni e la sua vibrazione va al di là della dimensione spazio-temporale. All'alba del processo creativo, il Suono parlò e i mondi visibili e non visibili furono creati e ogni cosa creata fu come sospesa e mantenuta da questa vibrazione. Questo suono lo possiamo percepire in noi quando, durante la meditazione, ci si libera dall'incessante turbinio dei pensieri. La meditazione, insieme alla pratica del mantra, aiuta a ritrovare il contatto con il Sé universale riportandoci all'Unità da cui proveniamo. L'origine della nostra sofferenza nasce dalla separazione creata da un Io conflittuale e disarmonico. Quando attraverso la pratica dell'Om eleviamo la nostra frequenza vibrazionale, conseguentemente attiviamo un processo di trasformazione all'interno dei nostri livelli di coscienza.
Nella tradizione orientale, si raccomanda di recitare questo mantra con devozione e rispetto, con intenzioni e pensieri adeguati, considerandolo un momento di raccoglimento interiore. L'uso dellfOm nei seminari e anche prima dello scambio del Reiki si è rivelato un momento di grande emozione e profonda fusione, soprattutto in apertura e chiusura di ogni incontro, in quanto ha un forte effetto unificante. È consigliato praticarlo disponendosi in cerchio e tenendosi per mano, con luci basse e con un bastoncino d'incenso acceso. " Non farti chiamare Maestro, non chiamare nessuno Maestro, sii Maestro di te stesso" Kryon Continua .... |