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ESPRIMERE LE VOSTRE EMOZIONI SENZA TIMOREdi Fabiana Del Torto

Miei cari ricercatori,


noi viviamo di emozioni, evitiamo dunque di cadere in un danno irreparabile per la nostra espressività: quello di reprimerle.


Vuoi per una erronea educazione, vuoi per vergogna o per infiniti altri motivi capita di nascondere agli altri o, ancora più gravemente, a noi stessi le emozioni e i sentimenti che si generano, non gli permettiamo di venire fuori fino a tarparli o progressivamente ad annullarli.

Più volte ho scritto ripetendo il concetto che il cammino di crescita personale che intraprendiamo con il Reiki ci fa apprendere non solo una tecnica per la guarigione fisica del nostro corpo, ma anche e soprattutto ci induce ad una ecologia mentale, utile ad impostare la nostra Vita in maniera sana sia psicologicamente che emotivamente e spiritualmente.

Quando temiamo o ci vergogniamo della nostra emotività è perché essa rivela una fragilità, se noi la ignoriamo (quasi anestetizzando questa fondamentale comunicazione energetica) cadiamo nell’illusione di poter evitare così sentimenti come il dolore, il risentimento, la rabbia, la paura, non ci concediamo la nostra maturità emotiva, non permettiamo a noi stessi di arrivare ad uno stato emozionale sano e consapevole. Quanto più reprimiamo la nascita dei nostri sentimenti, tanto più cerchiamo di sostituirli con illusioni e maschere facendo nascere esperienze spesso devastanti pur di seppellire, per qualche tempo, il motivo della nostra infelicità ed insoddisfazione interiore.

Ma quando iniziamo a reprimere le nostre emozioni? Già nella prima infanzia. Chi non ha dovuto forzarsi per non piangere se ci facevamo male, chi non ha dovuto modificare le proprie emozioni per non incontrare la disapprovazione dei genitori? O non ridere troppo per non apparire stupidi o maleducati?

Cominciamo così ad anestetizzarci, reprimendo ciò che crediamo possa ostacolare l’accettazione da parte di chi amiamo. Bloccando la nostra sensibilità si può avere l’impressione di soffrire meno, ma in realtà diminuiamo solo la capacità di assaporare le gioie della vita, senza contare che una tale scelta accentuerà inevitabilmente la distanza fra noi e gli altri. Le emozioni represse vengono riattivate quando si riceve uno stimolo esterno che riporta a ricordi e a sensazioni associate all’inconscio, a situazioni passate che ci hanno provocato dolore, stress, rabbia, violenza. In questi casi la reazione può esplodere in manifestazioni esasperate e per niente attinenti alla situazione momentanea. Con l’aiuto del Reiki possiamo permetterci di rivalutare le esperienze che abbiamo represso nell’infanzia o nell’adolescenza, tali emozioni matureranno e non ne avremo più paura. Non possiamo chiedere o dare amore rifiutando di sentire le nostre emozioni, la mancanza di amore e di soddisfazione che spesso avvertiamo ci spinge a biasimare gli altri e ad isolarci, ma in questo modo inneschiamo un circolo vizioso dal quale sarà difficile uscire se non modificando il nostro atteggiamento. Il dolore provato con la maturità emotiva è necessario, è il primo passo per affrontare la nostra resistenza, ma è indispensabile che le emozioni soffocate vengano espresse senza manipolazioni o autocritiche devianti. Ricordiamoci sempre che nei momenti di crisi abbiamo la possibilità di capire dove stiamo ingannando noi stessi, scoprendolo, intuendolo, emerge ciò che avevamo sepolto. Le emozioni inespresse (spesso appartenenti al nostro passato) possono essere distruttive ma non è distruttivo rimuoverle con la possibilità di capirne l’origine e i motivi, questo è estremamente liberatorio.

La resistenza a riconoscere tali emozioni negative indica un conflitto dovuto al fatto che è ancora viva in noi la speranza infantile di crescere senza soffrire e quindi di mantenere intatte le nostre difese. Questa attitudine difensiva della mente nega la possibilità di capire e trasformare le nostre emozioni in sentimenti positivi. La maturità emotiva è la base di partenza per iniziare a provare sentimenti sani ed equilibrati. Solo quando comprenderemo ed accetteremo noi stessi, solo allora, potremo accettare e comprendere gli altri senza più criticare tutto e tutti come causa inesistente della nostra sofferenza.


Sii forte allora ed entra nel tuo stesso corpo;

dove avrai un appoggio solido per i tuoi piedi.

Pensaci attentamente!

Non allontanarti!

Kabir dice questo: liberati di tutti i tuoi pensieri

di cose immaginarie,

e rimani fermo in quello che sei.”


Kabir


Continua…



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